" Sì Sì Sì Il libro per Fabio..... ...è in stampa ce l'abbiamo fatta!! Oggi ho incontrato l'editore, che aveva già ricevuto in un file il tutto, e con grande sorpresa..... ho tenuto tra le mani il suo prototipo !!!! E' stato bellissimo....sono circa 320 pagine e in tutto gli autori degli scritti...cioè voi 89 ! Per tutti coloro che lo vogliono ordinare si devono rivolgere all'editore sul sito
il libro verrà consegnato a casa tramite posta e il pagamento avverrà contrassegno il prezzo è di €18 più le spese di spedizione. Il ricavato della vendita sarà versato direttamente sul conto di Scricciolo dall'editore stesso.
Questa scelta è stata fatta perchè comprandolo in libreria parte del ricavato andava alla libreria stessa ed in questo modo invece, il nostro scricciolo avrà di più.
Ringrazio a tutti voi, che ci avete dato una mano per realizzarlo ma un grazie particolare è rivolto a Brazir, perchè è stato lui ad aver avuto questa idea ed io l'ho solo aiutato nel suo progetto
"
grazie a te Walter per tutto quello che stai facendo
VI Giornata nazionale per abbattimento barriere architettoniche
Il 5 ottobre 2008 ricorre la VI Giornata nazionale per l'abbattimento delle barriere architettoniche. Come ogni anno, Palazzo Chigi aprirà le porte ai cittadini disabili e ai loro accompagnatori che potranno così accedere nelle sale della storica sede del Governo, con funzionari che faranno loro da guida. Si tratta di un evento istituito con Decreto 28 febbraio 2003 del Presidente del Consiglio dei Ministri su proposta di FIABA (Fondo Italiano per l'Abbattimento delle Barriere Architettoniche), che ha sottoscritto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri un Protocollo d'Intesa, al fine di promuovere manifestazioni significative sulle tematiche della diversità e sulle politiche di inclusione sociale; operare congiuntamente per la diffusione di una cultura orientata ad eliminare le barriere architettoniche, anche attraverso la vigilanza degli organi preposti e il rispetto della normativa esistente; attuare ulteriori azioni volte a diffondere la cultura della diversità come ricchezza della società. La visita può essere richiesta sia da Associazioni sia da singoli cittadini. È sufficiente compilare la scheda di prenotazione per ciascun visitatore e spedirla via e-mail all'indirizzo segreteriauagf@palazzochigi.it, oppure via fax al n. 06.67794588 ed attendere una comunicazione di conferma. Le visite si svolgeranno ogni ora, dalle 9 alle 19.
‘Prendete un bambino disabile, su una sedia a rotelle, e aggiungete Hello Kitty: avrete Spidigo’: così Dominique La Van Truoc, portavoce dell’associazione Handicap International, spiega la genesi di uno dei quattro protagonisti di ‘Handigo The Game’, primo videogioco dedicato alla disabilità, presentato in questi giorni a Parigi. Un videogame dalle atmosfere manga e con una grafica che ricorda da vicino quella dei Pokemon, destinato ai ragazzi tra i 10 e i 14 anni che, tra una partita e l’altra, prendono confidenza con il tema dell’handicap. In poche parole, spiega Dominique, un ‘serious game’, il cui scopo non è tanto quello di totalizzare punti, quanto di ‘guadagnare in consapevolezza’ e, soprattutto, ‘suscitare un sentimento di indignazione nei più giovani, mostrando loro che ‘spesso è l’ambiente a rendere ancora più difficile la vita ai disabili’. La pensa nello stesso modo Tony, maglietta e capelli arancione fluo, uno dei game designer di Handigo. ‘In Francia - dice - non siamo affatto attrezzati per venire incontro ai portatori di handicap: una vergogna’. E racconta: ‘Tempo fa mi sono messo in osservazione alla fermata della metro. Un ragazzo in carrozzina ha penato per 45 minuti prima di riuscire a trovare qualcuno che lo aiutasse a salire gli scalini’. Per Tony, che ha una sorella insufficiente mentale, questa è stata la spinta a lavorare - gratis - alla realizzazione di Handigo. ‘Creare un gioco sull’handicap che fosse istruttivo, ma anche veramente divertente: un sogno, anzi una scommessa folle’: questo lo stato d’animo con cui ha accettato la proposta di Handicap International che, dopo un anno di lavoro e grazie a fondi comunitari, si è trasformata in realtà. Una realtà gratuita, per di più: come precisa Dominique,
‘il videogioco può essere scaricato on line senza nessuna spesa’.
Per ora esistono tre versioni - francese, inglese e tedesco - e sono in preparazione quelle in olandese e cinese.
Non in italiano:
‘ Ma se trovassimo qualcuno disposto a fare la traduzione gratis...’.
Grazie a Nonsoloabili.org - di Francesco Demofonti per la notizia
Sono un pò "riservata" a mettere nel blog parte della vita mia, solo per un semplice motivo che i blog sono visti anche da persone che non conosci, che non ti hanno mai letto e non sanno nulla di te, quindi si possono (come per tutti) trarre delle conclusioni che non sono quelle giuste.... ma i blog sono così e allora dato che me lo sento da dentro faccio da qui gli auguri a Davide, mio figlio che compie oggi 29 anni.
27 agosto 1979 ore 11.00
TANTI AUGURI DAVIDX COME TI CHIAMO SEMPRE IO, TANTI AUGURI DI BUON COMPLEANNO!
iN QUESTO MOMENTO SICURAMENTE STARAI FESTEGGIANDO AL CENTRO DIURNO ASSIEME AI TUOI AMICI, CHISSà SE TI RENDERAI CONTO CHE è UNA FESTA PER TE....FORSE Sì O FORSE NO, MA DI SICURO FARAI TANTI SORRISI A TUTTI COME SEMPRE ALLA FACCIA DEL TUO HANDICAP, CON LA GRAN FORZA E VOLONTA' DI VIVERE CHE TIENI....CONTINUA COSì, NON IMPORTA SE LA VITA è UNA VITACCIA, MA CONTINUA COSì A TENERE DURO, CON LA GRINTA CHE TI RITROVI, CON QUELLA VOGLIA DI VIVERE DAL QUALE TANTI DOVREBBERO IMPARARE, ME COMPRESA...
Torna a fare discutere, l'uso della chirurgia plastica
per correggere le caratteristiche fisiche della sindrome di Down.
Al centro di nuove polemiche nel Regno Unito, c'è la vicenda della famiglia Kirwan
- lui chirurgo plastico di fama mondiale,
lei moglie avvenente anche grazie al bisturi -
che ha ammesso apertamente di valutare l'ipotesi di un intervento estetico
per la figlia Ophelia di due anni affetta da sindrome di Down.
L'obiettivo dei genitori è quello di "aiutare la figlia a sentirsi più accettata dalla società"
come spiega la madre Chelsea al Daily Mail.
La famiglia sottolinea comunque che prenderebbe questa decisione soltanto se Ophelia,
una volta raggiunta la maggiore età, si sentisse giudicata per il suo aspetto e non per le sue capacità. In particolare, illustra il padre Laurence, l'operazione correggerebbe gli occhi
"leggermente troppo distanti fra loro, il naso piatto, le labbra sottili,
la lingua che fuoriesce dalla bocca e il collo troppo grosso". "Ma siamo sicuri che la decisione di cancellare i tratti
che mettono in evidenza la sindrome di Down
sarebbe presa soltanto pensando alla felicità della figlia?
O siamo di fronte al tentativo di nascondere la sindrome per armonizzare
l'aspetto di un bambino a una società che si occupa
più dell'apparenza che non dei bambini più deboli?" "E' solo una questione di autostima - assicura la madre -
se non sei felice di te stesso allora perché non dovresti aggiustare qualcosa?
Voglio solo che Ophelia sia felice".
I Kirwan, che hanno altre due figlie più grandi e normodotate, non sono un caso isolato:
il Daily Mail riporta la storia di un'altra famiglia con una bimba down, Georgia Bussey,
che a cinque anni aveva già subito almeno tre interventi estetici:
ridimensionamento della lingua; correzione del contorno occhi e una ritoccata alle orecchie.
Anche stavolta, i Bussey parlano di una scelta imposta esclusivamente dall'amore per la figlia.
Così la madre: "Viviamo in una società che giudica le persone dal modo in cui appaiono.
La società non cambia nel giro di una notte, così è Georgia che si deve adattare alla società,
piuttosto che aspettare che la società si adatti a lei".
Pesanti le critiche dell'Associazione per la sindrome di Down,
secondo cui nessuno dovrebbe sottoporsi a un'operazione estetica per divenire "più accettabile".
Della stessa opinione anche molte famiglie con figli down,
che vedono con orrore quella che rischia di diventare una pericolosa tendenza.
C'è anche chi giudica queste pratiche -
applicate a individui che spesso non comprendono nemmeno pienamente la loro condizione -
E' di questi giorni la notizia che vuole Joselito, ragazzo madrileno di 23 anni, primo attore in sedie a rotelle protagonista di un film hard. L'obiettivo di Joselito è quello di far cadere l'omertà che ruota attorno al tema della sessualità tra e dei disabili, quello di dimostrare che anche i disabili fanno l'amore e di trasmettere un messaggio rivolto alle donne, di non temere l'intimità con persone portatrici di handicap fisico…
"Lo scopo di questa avventura - racconta il giovane spagnolo, paralitico da sei anni a causa un incidente - è richiamare l'attenzione e dimostrare alle donne che non devono temere gli uomini che vivono su una sedia a rotelle". L'attore afferma che intende destinare il ricavato della sua performance alla ricerca midollare, "per aiutare la gente che soffre dei miei stessi problemi".
Una buona provocazione del tutto impensabile solo una generazione fa, che crediamo Joselito sia riuscito a fare a prescindere dal fatto in sé…
La realizzazione del film contribuirà del resto a far cadere vecchi luoghi comuni, non corrispondenti al vero.
Abbiamo da sempre sostenuto che il sex appeal si può avere a prescindere del movimento o meno di braccia o gambe. E' un cocktail di sguardi, di simpatia, di bellezza interiore oltre a quella esteriore… e anche di riuscire a manifestare emozioni e trasporto nei confronti del pubblico.
E anche questi sono segni di un cambiamento, anche se pur lento… Parlatene bene, parlatene male ma parlatene, non c'è niente di peggio dell'indifferenza…
Con l’approssimarsi della fine dell’anno, si ripropongono le preoccupazioni
legate al rischio degli infortuni causati dall’impiego dei tradizionali "botti":
lo scoppio dei "petardi" provoca lesioni spesso di tipo permanente e
invalidante, soprattutto agli arti superiori e agli occhi di chi li maneggia
incautamente. Dimostriamo concretamente che si può festeggiare e divertirsi senza mettere a repentaglio la sicurezza propria e degli altri.
NON VALE LA PENA PER I BOTTI DI UNA SERA DI FESTA DIVENTARE HANDICAPPATI PER TUTTA UNA VITA.
Qualche anno fa, alle Paraolimpiadi di Seattle, nove atleti,
tutti mentalmente o fisicamente disabili erano pronti sulla linea di partenza dei 100 metri. Allo sparo della pistola, iniziarono la gara,
non tutti correndo, ma con la voglia di arrivare e vincere. In tre correvano, un piccolo ragazzino cadde sull'asfalto,
fece un paio di capriole e cominciò a piangere. Gli altri otto sentirono il ragazzino piangere. Rallentarono e guardarono indietro. Si fermarono e tornarono indietro...ciascuno di loro. Una ragazza con la sindrome di Down
si sedette accanto a lui e cominciò a baciarlo e a dire: "Adesso stai meglio?" Allora, tutti e nove si abbracciarono e camminarono verso la linea del traguardo. Tutti nello stadio si alzarono, e gli applausi andarono avanti per parecchi minuti. Persone che erano presenti raccontano ancora la storia.
Perché? Perché dentro di noi sappiamo che: La cosa importante nella vita va oltre il vincere per se stessi. La cosa importante in questa vita è aiutare gli altri a vincere,
anche se comporta rallentare e cambiare la nostra corsa. "Una candela non ci perde niente nell'accendere un'altra candela"
si riprende la normale routine, quello che è stato è stato. E si va avanti, e nessuno più ricorda. E così riprendo anch'io con una grande pesantezza dentro, leggendo anche oggi la cronaca nera per la quale vorresti tapparti gli occhi e le orecchie ma, queste sono oggi le notizie che fanno audience e che vanno a scavare senza ritegno nell'anima delle vittime e di chi le circonda e quindi per "forza" le ascolti. Ancora oggi leggo notizie tristi, ma non è tanto la cronaca nera che mi sconvolge, di tragedie ne esistono da che mondo e mondo, quello, invece, che mi fa riflettere e mi soffermo a pensare è la SOLITUDINE che trapela da queste tragicità.
Amici, giornali, radio, televisione, web, chat, ecc. MA QUANTI SIAMO???? Invece ci sentiamo soli nella nostra quotidianità: sempre più soli.
Ma è veramente allora solo un mondo virtuale?
Si è in tanti ma si è soli, si dice tutto e si dice niente, abbiamo tutto abbiamo niente.....
MA LA VITA VA AVANTI E QUINDI RIPRENDIAMO LA SALITA.....